Balaustre per piscina: la normativa per hotel e strutture ricettive

Balaustre per piscine normativa italiana

Hotel, agriturismi, ristoranti, strutture ricettive e campeggi stanno investendo sempre più nella realizzazione delle piscine poiché sta diventando uno dei criteri di scelta dei viaggiatori. La cercano con vista e a sfioro; per questo quelle con balaustra in vetro sono le più richieste negli ultimi anni. Ma per poter fare in modo che l’investimento renda davvero, bisogna trovare il giusto equilibrio tra design e sicurezza.

Ecco perché oggi vogliamo affrontare la tematica dal punto di vista delle normative e dell’estetica.

Il quadro normativo di riferimento

Il quadro normativo italiano è un po’ frammentato; l’accordo stato-regioni del 2003 ha dato seguito a uno interregionale del 2004 dove sono state fissate diverse definizioni e criteri di controllo. Non in tutta Italia ci sono le stesse regole e soprattutto per catene di alberghi e gruppi di ristorazione che spesso seguono un mood coerente può diventare un problema.

Il 28 ottobre 2025 è stato assegnato alla Commissione competente della Camera il Disegno di Legge Quadro per la salute e la sicurezza nelle piscine (A.C. 2576), approvato in Consiglio dei Ministri a luglio. L’obiettivo era fornire un quadro normativo unitario con degli standard minimi per qualità dell’acqua, sicurezza e gestione dell’impianto. Approvato ufficialmente a febbraio 2026, ha apportato alcune modifiche.

Cosa cambia per le piscine a uso pubblico

Secondo il disegno di legge, alberghi, campeggi, agriturismi, centri sportivi, ristoranti e strutture collettive fanno parte della categoria A2 cioè le piscine vengono catalogate come a uso collettivo.

 Come tali dovranno seguire le norme UNI EN 15288-1 e UNI EN 15288-2 che trattano i requisiti di sicurezza sia in fase di progettazione sia in quella di gestione.

Dal nuovo dossier non viene richiesta obbligatoriamente una balaustra ma si rinvia alle norme precedenti; si parla piuttosto di dispositivi di protezione lasciando spazio a varie opzioni che si estendono dalle recinzioni alle coperture di sicurezza fino alle barriere.

Balaustre e parapetti: i requisiti tecnici da conoscere

Per le strutture ricettive la normativa sulle balaustre non nasce quasi mai da un articolo dedicato alle piscine, ma dall’incrocio tra le norme edilizie sui parapetti e gli standard tecnici europei pensati per la sicurezza in acqua. 

Le linee guida più richiamate, come la UNI EN 15288-1 per gli impianti collettivi e la UNI EN 16582-1 sviluppata per l’ambito domestico ma spesso presa a riferimento anche altrove, indicano alcuni parametri che è bene avere sempre presenti in fase di progetto:

  •     Altezza minima della recinzione o balaustra compresa tra 1,10 e 1,20 metri;
  •     Assenza di appigli orizzontali o elementi che ne facilitino la scalata, soprattutto da parte dei bambini;
  •     Spazi tra le sbarre o i pannelli non superiori a 10 centimetri, per evitare l’intrappolamento della testa;
  •     Materiali in grado di resistere a urti e sollecitazioni continue, come vetro stratificato o temperato, alluminio o reti strutturali certificate.

A questi requisiti si aggiunge un livello che riguarda più da vicino chi progetta l’edificio: se la vasca è rialzata o presenta un dislivello verso l’esterno superiore a quello previsto dal regolamento edilizio locale (in genere un metro), il bordo può richiedere un parapetto conforme alla normativa generale sui parapetti, non solo agli standard specifici per piscine.

Lo stesso vale per camminamenti sopraelevati, terrazze o solai che si affacciano sulla vasca: qui entrano in gioco le norme tecniche sulle costruzioni previste dalle NTC 2018 e dalla relativa circolare applicativa del 21 gennaio 2019, oltre alla normativa antincendio (D.Lgs. 81/2008 e D.M. 3 agosto 2015) quando la struttura rientra tra le attività soggette a controllo dei Vigili del Fuoco. 

Le differenze tra regioni, però, riguardano soprattutto aspetti igienico-sanitari e gestione, ma non ci sono grosse differenziazioni per la questione delle balaustre.

Sicurezza e design

Una balaustra pensata solo per rispettare il minimo normativo rischia di penalizzare l’estetica dell’area piscina, proprio nella parte della struttura che più spesso finisce fotografata e condivisa dagli ospiti. Un buon esempio? Il vetro stratificato con profili in alluminio: garantisce estetica, visibilità ma soprattutto resistenza.

 

Le reti strutturali in acciaio inox si prestano invece a contesti più naturali, come agriturismi e resort immersi nel verde, mantenendo comunque le distanze tra gli elementi entro i 10 centimetri richiesti.

Per poterle creare, soprattutto in vetro con i design più contemporanei, si possono utilizzare tubi scanalati come questo in acciaio inox satinato da 6 metri, oppure questo da 3 metri o ancora quest’altro da 6 metri.

Da Ferramenta Veneta è possibile trovare i giusti componenti per realizzare balaustre in vetro per piscina mixando design e sicurezza.

 

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Mariangela Petronio

Ufficio tecnico commerciale/progetti su misura per il reparto acciaio inox e ferro battuto.

Angelica Losi

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